L’overbooking che spaventa le compagnie aeree

L’overbooking sembra essere l’argomento del momento, dopo la diffusione del video girato a bordo di un velivolo della United che ha scosso l’opinione pubblica. Si è trattata di una denuncia molto toccante, che mostrava un passeggero strattonato a forza fuori dall’aereo perché vittima dell’overbooking.

Il protagonista, un medico, doveva recarsi in assoluto a lavorare in tempo ma, a causa dell’overbooking, era stato estratto a sorte e doveva abbandonare il velivolo. L’uomo si era rifiutato di farlo e gli addetti alla sicurezza avevano dovuto portarlo via a braccia. Ecco quindi svelato al mondo intero un meccanismo che esiste dalla notte dei tempi, ma che non si era mai manifestato in modo così brutale. Immediate sono arrivate le scuse della compagnia aerea, che ha rimborsato la persona in questione e chiarito quali sono le sue politiche sull’overbooking. Ma tutto questo non è bastato, perché il titolo è crollato in borsa, assieme alla fiducia dei consumatori su questa compagnia aerea, che dovrà giocarsela molto bene per poter riacquistare il pregio e il nome di un tempo.

Ecco che l’overbooking sta spaventando le compagnie aeree di tutto il mondo, in primis perché si tratta di una pratica ampiamente usata soprattutto negli Stati Uniti e nelle rotte intercontinentali più affollate, ma anche perché questa parola è diventata sinonimo di incapacità nel gestire i voli, quindi di scarsa attenzione verso il cliente. I concorrenti della United hanno quindi capito che non è proprio il caso di attuare questa manovra alla leggera e la prima a fare qualcosa di tangibile è stata Delta Airlines che ha allargato i cordini della borsa nel caso si verifichi l’overbooking. Ma per comprendere il funzionamento di questo sistema bisogna fare un piccolo passo indietro. L’overbooking è la sovra prenotazione, ovvero la compagnia accetta più prenotazioni di quante realmente possa gestire, nella ‘speranza’ che se qualcuno abbandona il volo l’areo possa ugualmente partire bello pieno. Lo scopo è di guadagnare il più possibile e di ottimizzare i voli. Ma quando tutti di presentano al check in l’overbooking mostra la sua faccia più impietosa e alle persone disponibili viene offerto il volo successivo, che se accade il giorno seguente prevede l’alloggio gratuito presso una struttura e anche un rimborso monetario. Delta ha quindi aperto il portafoglio e previsto il pagamento di ben 2000 dollari in caso di overbooking. Prima il tetto era stato fissato a 800 dollari ma parliamo di ‘tetto’, ovvero di una possibile contrattazione fra gli addetti a e i passeggeri.

Delta ha quindi dichiarato ufficialmente che questa linea di condotta è vera e ora United sta ultimando le sue linee guida per poterle rendere note al pubblico.

Basteranno questi rimborsi più corposi a non fare arrabbiare i viaggiatori?

Sicuramente chi viaggia per piacere e può prendersi un giorno in più può accettare, perché può ripagarsi anche il costo del viaggio, ma chi deve presentarsi puntualmente al lavoro può davvero infastidirsi da questa prassi, che non mette più al centro il passeggero con i suoi ritmi e le sue richieste, ma la compagnia e i suoi più meri bisogni economici.

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