Aperta l’inchiesta di riciclaggio per la Banca del Canton Ticino

Per gli esperti del settore siamo di fronte ad uno dei casi di sospetto riciclaggio più inauditi e importanti della storia del sistema bancario internazionale. Si tratta della vicenda che ha coinvolto la BSI, ovvero la Banca della Svizzera Italiana, il antico e storico istituto credito di questa regione, fondato nel lontano 1873. La decisione di aprire l’inchiesta è stata presa dalla Finma, ovvero dall’autorità svizzera che si occupa di vigliare sui mercati finanziari, quindi la stessa procura federale elvetica ha aperto una inchiesta che interessa la sezione dedicata ai reati penali. Si tratta di accuse scottanti e per nulla leggere, ma procediamo passo per passo, analizzando una vicenda che potrebbe avrà grosse ripercussioni sull’istituto di credito elvetico.

L’accusa è che l’istituto non abbia messo in atto gli strumenti a sua disposizione per evitare che venissero intraprese delle operazioni giudicate ‘non trasparenti’, ovvero illegali, che sarebbero state perpetuate nel corso di più anni. L’accusa interessa nel dettaglio il rapporto disinvolto dei vertici con alcuni esponenti della politica malese, fatto che aveva valso un monito alla banca già nel 2013. L’avvertimento non è stato però recepito e in quell’anno scoppiò lo scandalo dei ‘4 miliardi di dollari’ dove una serie di funzionari e politici del governo di Kuala Lumpur avrebbero distratto fondi da società statali per farli convertire in conti correnti dalla natura privata, proprio nell’istituto elvetico. Questa è la base di partenza di una condotta considerata scandalosa e che è stata duramente criticata in terra malese, dove la prova è arrivata dall’imminente chiusura della filiale di Singapore della banca elvetica.

È importante considerare che i dirigenti che sono stati indagati son risultati quelli che hanno ricevuto benefit di stipendio più elevati in assoluto, un fatto che ha fatto suonare il campanello di allarme e indotto le autorità ad indagare per bene su questa vicenda così scottante. Per ordine della Finma, la banca scomparirà quindi entro un anno e verrà assorbita da Efg, gestore patrimoniale di Zurigo che fa capo al miliardario greco Laktakis. Il passaggio della banca che era del gruppo Generali è quindi passato nel corso degli al gruppo brasiliano di BTG Pactual, subito dopo travolto dallo scandalo con il gigante petrolifero Petrobras. Con l’ultima inchiesta di riciclaggio si conclude quindi la gloriosa storia di un istituto dal passato glorioso, ma amministrato con pochissima trasparenza nei suoi ultimi anni di vita.

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